Chi siamo

Le Vie dei Canti è un’associazione di promozione sociale che opera nel territorio dei Castelli Romani.

 

Siamo un gruppo di ragazzi che lavora volontariamente a un progetto che mira a mettere in rete le numerose realtà che operano nel mondo del disagio, in un progetto più ampio e completo di inclusione sociale.

Dal 2009 gestiamo lo spazio dell’Orto Botanico Comunale di Genzano di Roma attraverso Progetto Natural_Mente. Abbiamo riqualificato e reso nuovamente accessibile uno spazio pubblico, trasformandolo in un luogo destinato all’inclusione sociale di persone con diverse forme di disagio e uno spazio dedicato all’espressività e al tema dell’ambiente.

 

La storia dell’Associazione

 

L’associazione di promozione sociale Vie dei Canti nasce nel Novembre 2006 dalla collaborazione di tre realtà differenti che possono essere però paradigmatiche per spiegare le origini del percorso:

  • il laboratorio artistico all’interno di un Istituto Psichiatrico Fatebenefratelli a Genzano di Roma, con il gruppo di educatori che in quegli anni si stava costituendo;
  • due operatori del Don Guanella che avevano già avuto un’ esperienza associativa “Creatività e disagio”, con la quale avevano organizzato tempo prima, a  Senigallia il Festival “Marco Cavallo” coinvolgendo il celebre basagliano quadrupede, portando con sé un bagaglio di conoscenze ed interlocutori su queste tematiche,  occupandosi tra l’altro anche di una rete di informazione di quello che succede nel mondo in questo particolare campo;
  • il gruppo informale T_nello, laboratorio permanente di espressione artistica, che dal 2003 al 2010 a Genzano ha ospitato e organizzato numerosi spettacoli e perfomances; ma anche escursioni e passeggiate ecologiche di pulizia del lago.

L’associazione di promozione sociale “Vie dei canti” nasce nel novembre 2006 dalla collaborazione nata tra operatori di Istituti psichiatrici e giovani del territorio con la comune passione per la promozione di opere artistiche nate in ambito manicomiale come mezzo per superare le barriere dell’indifferenza e dell’emarginazione.

Nell’ottobre 2007 l’Ass. organizza il festival “Delirè: identità è diversità. Percorsi artistici per un approccio culturale alle differenze” con mostre del laboratorio artistico “il Mattone” dell’ Istituto “San Giovanni di Dio”di Genzano; dell’Atelier de “La Tinaia” il primo laboratorio nato in manicomio (San Salvi, Firenze), nel ’74; della collezione “Kunst von Innen”, da istituti psichiatrici austriaci, portata in Italia per questa manifestazione del Forum austriaco per la cultura.

Si sono susseguiti per due settimane spettacoli teatrali (tra gli altri Antonio Rezza e compagnie integrate dalla Polonia); concerti (Acustimantico); e una rassegna cinematografica unica nel suo genere con la presenza di molti autori. Ogni mattina i gruppi ospitati, le cooperative e centri diurni della zona presentavano i loro percorsi al pubblico, molte le scuole che hanno partecipato. Sono stati organizzati convegni e seminari con personalità riconosciute in ambito accademico e con specialisti del settore. Per la diffusione dell’iniziativa è stato anche creato un sito web: www.delire.it . Questo è stato un primo passo nella costruzione di una rete, il passo successivo era cercare di creare una quotidianità in cui le persone potessero essere riconosciute per il loro lavoro e le loro capacità.

Il progetto natural_mente parte proprio dalla necessità di trovare un posto fisico dove svolgere quest’abbattimento delle barriere dell’esclusione e della stigmatizzazione sociale.
Ci siamo occupati quindi di inclusione, ed anche simbolicamente non potevamo che prendere posti abbandonati, o lasciati all’incuria: siamo partiti con il giardino della biblioteca comunale “Carlo Levi” ed abbiamo creato un percorso di piante aromatiche ed officinali, con panchine per la fruizione dell’aiuola. L’intervento è stato attuato attraverso diversi incontri di erboristeria e giardinaggio dal marzo 2009 coinvolgendo utenti del S. Giovanni di Dio ed alunni della Scuola primaria Pascoli. Dal maggio 2009 il progetto è continuato prendendo in gestione l’ex Orto Botanico Comunale anche chiamato “Parco Villa di Diana” sito in viale Giacomo Matteotti 77. Il parco fu creato nei primi anni ’90 come Orto Botanico delle specie autoctone del Parco Regionale dei Castelli Romani, una volta impiantate le essenze arboree, erbacee ed arbustive, preparati i percorsi e i pannelli informativi non è stato mai aperto a causa dell’istallazione di un pozzo per l’acqua, funzionante con un generatore a gasolio. L’area è stata quindi interdetta al pubblico. Nel 2009 siamo riusciti ad ottenere in gestione l’area perché ormai da anni il pozzo era in disuso, abbiamo dovuto ripartire da zero bonificando tutta l’area. Delle essenze erbacee ed arbustive abbiamo trovato ben poco, mentre gli alberi coprono quasi totalmente il panorama della flora del parco. Siamo riusciti ad inaugurarlo nel settembre 2010 con un festival su arte e riciclo; a garantirne l’apertura anche tramite borse lavoro dei servizi sociali del comune di Genzano, del DSM, ma anche di cooperative del territorio; la cittadinanza è stata coinvolta e iniziamo ad ospitare scuole e centri estivi con visite al giardino che negli anni ha accresciuto il suo fascino con sculture e architetture viventi, oltre che con la nostra collezione di aromatiche, officinali e piante per le farfalle che, in sinergia con lo stagno, speriamo riesca ad attirare ed accogliere circa trenta specie di farfalle. Nel 2013 abbiamo inoltre rivalutato un’altra area degradata del paese creando il Parco di Fantàsia, ispirato a “La storia infinita” dello scrittore tedesco Michel Ende, che ha vissuto ed è morto a Genzano. Partendo dal progetto della scuola elementare adiacente l’area verde abbiamo creato una scultura d’erba raffigurante il fortunadrago, delle architetture-gioco in salice, un murales che raffigura il palazzo di Fantàsia coinvolgendo nei lavori le scuole vicine.

Il nostro obbiettivo primario è stato creare una rete tra i servizi psichiatrici del territorio, promuovere una cultura dell’inclusione sociale, anche tramite l’arte e la cura del verde, ma soprattutto attraverso la tutela e la valorizzazione del nostro territorio. La strategia è stata quella di cercare il riconoscimento istituzionale e i finanziamenti necessari al progetto e di portare allo stesso tempo avanti i lavori e il servizio, impiegando gli esigui finanziamenti iniziali per comprare gli attrezzi necessari al lavoro, le piante e i materiali che occorrevano. Il lavoro pratico e l’organizzazione delle persone che partecipano al progetto sono le attività cui abbiamo dovuto dedicare gran parte delle energie.
In quasi 7 anni di attività siamo diventati un punto di riferimento sul territorio per tutti coloro che si occupano di disagio psichico e sociale, riuscendo a migliorare la qualità della vita dei soggetti coinvolti attraverso l’opera di manutenzione e costruzione dello spazio, lasciando ampio margine ai momenti di creatività e socializzazione.

Come si evince dalla nostra storia il nostro lavoro ha sempre portato avanti parallelamente sia il piano sociale che quello culturale poiché l’innovazione della nostra idea progettuale è partire da un’analisi delle dinamiche di esclusione della società in cui l’individuo è inserito per creare un tessuto relazionale attorno alla persona in modo che diventi parte di una comunità, quindi cambia il punto di vista, dalla problematica di un individuo all’ individuo nel suo contesto sociale. Per questo è per noi importante inserire le persone in un contesto che li metta in comunicazione con il territorio per le loro capacità e il lavoro che svolgono è a beneficio di tutti, essendo un parco il cui accesso è libero e gratuito. Per questo è fondamentale che le persone che partecipano al progetto vengano messe in contatto diretto con la comunità, attraverso la quotidianità dello spazio pubblico, e si misurino con le proprie capacità e aspirazioni, attraverso i lavori che all’interno di questo vengono svolti.

Negli anni siamo riusciti a costruire un parco affascinante ed unico nel suo genere che riesce a coinvolgere l’entusiasmo del bambino come dell’anziano; ma è fondamentale, anche attraverso il coinvolgimento di chi partecipa al progetto, avere una visione ampia, che guardi al futuro ponendosi degli obiettivi:

 

  1. dall’inclusione sociale a quella lavorativa: Finalmente il nostro paese si è dotato di una legge sull’agricoltura sociale e la nostra associazione in questo ambito può dare un apporto significativo soprattutto come passaggio intermedio per l’inserimento sociale e la formazione di utenti che tentano di uscire da situazioni di disagio; il nostro legame con aziende del territorio potrà successivamente inserire lavorativamente i soggetti coinvolti. Vista la nostra esperienza con la coltivazione delle aromatiche, della vite e dell’ulivo i nostri progetti si inseriscono a pieno nella vocazione agricola del territorio offrendo una salvaguardia all’abbandono delle campagne e al depauperamento di piccoli coltivatori ormai abbandonati a se stessi dopo il fallimento di gran parte delle cantine sociali del territorio.
  2. dal ripristino del progetto di orto botanico delle specie del Parco Regionale Naturale dei Castelli Romani alla tutela, valorizzazione e salvaguardia del nostro patrimonio naturalistico; I nostri progetti con le architetture viventi (in salice, sambuco, pioppo, nocciolo), le sculture viventi e le architetture in canne (arundo donax) possono valorizzare naturalmente il nostro territorio ed essere una forma di didattica ambientale nuova ed affascinante nell’educazione scolastica. Inoltre questo materiale comunemente di risulta potrebbe così divenire utile, una ricchezza, invece di essere un costo.
  3. dalla promozione culturale tramite visite guidate, mostre, spettacoli e concerti all’organizzazione di festival internazionali.

Il concetto di giardino sociale potrebbe dare la valenza di progetto pilota innovativo:

un giardino cioè dove non si coltivano solo le colture ma soprattutto le culture. Fin dal principio natural_mente non è stato solo un discorso di integrazione ed inclusione, ma anche di promozione culturale e tutela ambientale. L’implementazione di altri laboratori è fondamentale nell’ottica sia di offrire stimoli che di promuovere l’in-contro con la società. Fondamentale a questo livello la creazione di un rapporto stabile con le scuole sia per la didattica all’orto che per la creazione di giardini nelle stesse collaborando soprattutto con insegnanti di sostegno, ma anche utilizzando progetti di alternanza scuola lavoro.

Stiamo inoltre programmando per la primavera-estate 2016 degli eventi culturali: mostre, concerti, spettacoli; in cantiere anche una nuova edizione del festival Delirè.